L’ATTIVITÀ DI FORMAZIONE ORSA

Nella odierna situazione a tutti nota di evoluzione esplosiva, attuale e futura,  dei contesti sociali, tecnologici e demografici appare indispensabile ripensare drasticamente i percorsi socio sanitari ed assistenziali in essere per garantire contemporaneamente appropriatezza e sostenibilità degli interventi.

La “società liquida”, in qui i vecchi equilibri sono sovvertiti, richiede risposte solide ed allo stesso tempo di rottura, che riescano a dare sicurezza e tranquillità a chi si “prende cura” sia esso un operatore professionale o un familiare: il Centro Studi sulla base di una esperienza ormai quasi ventennale prova a dare queste risposte.

In un report del World Economic Forum pubblicato a fine 2016, si parla di una “tempesta perfetta che comporta un cambiamento dei modelli di business in tutti i settori, con trasformazioni maggiormente dirompenti all’interno del mercato del lavoro che avranno un profondo impatto nel panorama dell’occupazione negli anni a venire”.

I fattori di questo cambiamento sono e saranno di natura sia socio-demografica che  tecnologica e comportano e comporteranno  ampie modifiche nel mondo delle professioni che renderanno necessarie sia riqualificazioni significative per i profili lavorativi già esistenti sia nuovi percorsi di formazione per quelli che prenderanno forma negli anni a venire.

In questo contesto, oltre che nello sviluppo di nuovi  progetti e nella loro modellizzazione,  l’attività di ORSA si focalizza nella diffusione della conoscenza e dell’utilizzo di modalità innovative di gestione della fragilità, non autosufficienza e disabilità presso le strutture e presso il domicilio, con una visione integrata degli aspetti e delle implicazioni relative agli ambiti Giuridico/Gestionale, delle Tecniche di Assistenza e della Relazione e Comunicazione.

L’obiettivo dei percorsi formativi di ORSA, esplicitato nella sua mission fin dal 2000, è di sviluppare le competenze e quindi le capacità di tutti gli attori del settore socio-sanitario non in astratto, ma con interventi che, coinvolgendo nella progettazione gli stessi destinatari, diano risposte concrete ed utili alla realizzazione delle attività di assistenza e cura, garantendo la continuità aziendale e innalzando quanto possibile la qualità di vita di operatori, assistiti e familiari.

 

AREE TEMATICHE DI INTERVENTO FORMATIVO

 

  • Area giuridico/gestionale

Generare più ”umanità” per gli assistiti, tenendo sotto controllo i costi gestionali e incrementando l’efficienza operativa,  costituisce la grande sfida che oggi si trovano ad affrontare le strutture residenziali ed i gestori di servizi per anziani.

L’evoluzione dei bisogni dell’utenza del contesto sociale e familiare, delle normative di riferimento, della competitività sui costi e sui servizi, richiedono risposte organizzative aggiornate ed efficaci: dirigere una struttura di ricovero o un servizio di assistenza od operare al loro interno impone sempre più di integrare la gestione della routine con la gestione dell’innovazione fornendo adeguati strumenti a tutti gli operatori.

Non si tratta soltanto di garantire la correttezza formale degli atti amministrativi e la saturazione dei bisogni degli utenti: ci si deve sempre più confrontare con la necessità di garantire la qualità dei servizi offerti, intesa come capacità dinamica di fornire prestazioni adeguate rispetto alle aspettative diversificate e non sempre compatibili di utenti/clienti/committenti.

A questa complessità, di carattere più generale, si accompagna una crescente complessità organizzativa e gestionale (vincoli operativi, incertezze del quadro istituzionale, difficoltà finanziarie, demotivazione, etc…).

In questo contesto diventa perciò cruciale, per tutte le funzioni operanti , acquisire nuove conoscenze e strumenti specifici, rapportati al proprio ruolo, a livello organizzativo e gestionale.

Il progetto formativo si propone di migliorare le conoscenze e le capacità operative relative alla conduzione di unità organizzative, di rinforzare gli atteggiamenti propri dei comportamenti  di ciascun ruolo e di sensibilizzare a una interpretazione più dinamica e innovativa del proprio incarico.

All’interno di questo percorso saranno analizzati ed approfonditi gli adempimenti a cui si deve far fronte per una corretta  applicazione delle leggi nazionali e delle norme regionali affrontando le conseguenze di gestione documentale, organizzative, gestionali e di formazione del personale che ne derivano.

  • Area delle tecniche di assistenza

Per tecniche di assistenza si intende quell’insieme di competenze , in parte obbligatorie per legge, che deve essere in possesso di tutti i soggetti che operano all’interno di un servizio di assistenza, ovviamente modulata in funzione del ruolo.

Senza trascurare il soddisfacimento dei bisogni primari dell’anziano, la cui corretta gestione è fondamentale e in parte regolata per norma,  diventa sempre più indispensabile per tutelare la qualità della vita degli ospiti, dei familiari e degli operatori fornire gli strumenti per affrontare correttamente i deficit cognitivi associati ad alterazione della dimensione affettiva e comportamentale, definiti come alterazioni della percezione, del contenuto del pensiero, dell’umore o del comportamento: i dati della letteratura riportano che oltre il 90% dei soggetti affetti da demenza manifesta almeno una di tali alterazioni.

L’obiettivo del Centro Studi è quello di fornire i migliori strumenti, nuovi o già noti, sia per la attuazione della assistenza di base per rispondere al meglio ad obblighi normativi, sia per ottenere  il rallentamento del decadimento cognitivo (in casi di compromissione lieve/moderata) e permettere una occupazione funzionale (in casi di compromissione moderata/severa) con la finalità di attenuare i livelli di stress e migliorare la qualità dell’ambiente di vita, riducendo il rischio di incidenti e di comportamenti impropri da parte degli operatori, migliorando contestualmente il rapporto con i familiari.

 

  • Area della relazione e comunicazione.

Lo sviluppo delle capacità relazionali e della comunicazione è fondamentale e necessario per ciascun operatore per svolgere al meglio e con la massima sicurezza le proprie mansioni: la qualità della relazione interpersonale e della comunicazione è determinante nella cura dell’altro e nella corretta gestione del lavoro quotidiano.

Per le aziende, nel tempo della libera scelta, la comunicazione diventa elemento portante della strategia di marketing dei servizi alla persona: in particolare è ormai  importante saper utilizzare le potenzialità della rete, strumento di grande penetrazione a costi contenuti.

Una professionalità sempre più completa deve quindi caratterizzare  gli operatori, a partire dalla  direzione fino all’addetto alle pulizie: lo sviluppo  delle capacità relazionali e di comunicazione renderà ancora più efficaci le conoscenze tecniche acquisite.

Infatti avere un forte bagaglio tecnico ed  operativo o manageriale nello svolgimento delle proprie attività di cura e assistenza non sempre è sufficiente a raggiungere altrettanto forti livelli di efficacia in carenza di adeguate modalità di relazione e di comunicazione.

Allo  stesso tempo la propria capacità di cura ed assistenza deve essere correttamente comunicata a tutti i soggetti interessati: quindi anche internamente agli operatori del servizio ma ancora più fortemente ai familiari ed alle istituzioni, (ASL, Comune, SdS, Sindacati, ecc.) .

Relazionarsi e comunicare con i parenti dell’anziano e con le istituzioni, comunicare con loro, interagire con i colleghi o i propri responsabili, interfacciarsi con le diverse figure professionali come quelle sanitarie, rientrano naturalmente nelle attività che i professionisti del settore svolgono durante il loro lavoro  e che attivano le competenze professionali definite trasversali o Soft.

Se questi aspetti della professione non vengono considerati, allora il rischio di un basso livello della qualità erogata e ancor più di quella percepita è alto.

Come fare per attivare anche gli aspetti “soft “ unitamente a quelli “hard” della professione? E come far conoscere le proprie capacità a tutti gli stakeholder, sia attraverso la comunicazione istituzionale sia attraverso l’agire di tutti i giorni?

Per rispondere a questa domanda è  essenziale che nei servizi  agiscano persone  sempre più formate e qualificate, in questo caso allenate ad attivare le proprie competenze relazionali e di comunicazione.